Dottor Rame, vicino ai massimi storici, spinto dalle speranze post-COVID

Dottor Rame, vicino ai massimi storici, spinto dalle speranze post-COVID

Investing.com  | 23.02.2021 11:39

Solo tre anni fa, il PIL mondiale cresceva del 3% all’anno, ma i prezzi del rame scendevano di oltre il 20%. Il “Dottor Rame” (Dr. Copper), il metallo chiamato così per la sua capacità di diagnosticare delle malattie nell’economia, era invece scollegato dal resto.

Ora i prezzi del rame sono vicini ai massimi storici mentre l’economia globale cerca di liberarsi dal coronavirus. Il distacco è evidente anche adesso.

Ma questa volta i mercati ne sono felici perché le previsioni dicono che il mondo uscirà presto dalla pandemia e il Dottor Rame riuscirà di nuovo a prevedere l’andamento dell’economia.

I future del rame a tre mesi sul London Metal Exchange sono saliti sopra i 9.000 dollari la tonnellata metrica lunedì per la prima volta in nove anni, avvicinandosi al massimo storico di 9.945 dollari toccato nell’aprile 2011; gli investitori credono che il calo delle scorte aumenterà mentre il mondo uscirà dalla pandemia.

Sul COMEX di New York i future del rame con consegna a maggiohanno toccato 4,22 dollari la libbra, il livello più vicino al massimo di agosto 2011 di 4,50 dollari: si spera che il pacchetto di stimolo del Presidente Joseph Biden da 1,9 mila miliardi possa portare ad una “reflazione” dell’economia USA.

Reflazione, inflazione o stagflazione ?

La reflazione è una politica fiscale o monetaria progettata per aumentare la produzione, stimolare la spesa e ridurre gli effetti della deflazione, che solitamente si verificano in un periodo di incertezza economica o di recessione.

È utilizzata anche per descrivere la prima fase della ripresa economia dopo un periodo di contrazione. Il dollaro solitamente si indebolisce in periodi come questo, e ciò fa salire i prezzi delle materie prime nel cosiddetto “trade di reflazione”.

Alcuni pensano che la reflazione attesa nell’economia USA non sia altro che la buona e vecchia inflazione che rifarà capolino dopo quasi un anno di assenza.  Alcuni analisti hanno addirittura parlato di “stagflazione”, o inflazione persistentemente elevata unita ad alti tassi di disoccupazione  e a una domanda stagnante nell’economia.

In ogni caso, per il rame si prevedono prezzi alle stelle.

Rame previsto a 10.000 dollari sul LME e 5 dollari sul COMEX

Max Layton, direttore ricerche materie prime EMEA presso Citigroup, ha dichiarato a Bloomberg lunedì che la lista dei fattori rialzisti per il rame è “estremamente lunga”, ha aggiunto:

“Molti degli sviluppi rialzisti si verificheranno nei prossimi mesi, perciò crediamo che possa raggiungere presto i 10.000 dollari”.

Copper Daily

Grafici forniti da SK Dixit Charting

Secondo Sunil Kumar Dixit di SK Dixit Charting di Calcutta, India, il rame sul COMEX toccherà 5 dollari l’oncia, superando il record di New York di 4,625 toccato ad agosto 2011. Spiega Dixit:

“Il rame sul COMEX ha superato come se niente fosse 3,30, 3,80 e 4,10. Lo slancio attuale ci suggerisce che il metallo rosso è sulla via per raggiungere il massimo storico del 2011di 4,63 dollari. Se dovesse accadere, il che è molto probabile, i tori non resteranno calmi e i 5 dollari saranno a portata del rame”.

Copper Weekly

 

Sempre per quanto riguarda i segnali tecnici del rame COMEX, l’indice di forza relativa stocastico punta a nord sul grafico giornaliero, settimanale e mensile e anche le principali medie mobili sono rialziste, incitando ad un ulteriore proseguimento della corsa rialzista, spiega.

Copper Monthly

Dixit, tuttavia, avverte che il vento che sta spingendo il rame potrebbe cambiare, anche se non per molto.

“Dall’altra parte dello slancio, una chiusura giornaliera e settimanale sotto 4,07 dollari dovrebbe essere vista come il primo segnale dell’inizio della distribuzione del prezzo e di una mossa correttiva che porti ad alcuni prezzi più bassi, verso la EMA su 10 settimane di 3,76 dollari e la EMA su 50 giorni di 3,68 dollari.

Un’ondata di acquisti che sta facendo salire la maggior parte delle materie prime

Ma non è solo il rame che sta schizzando. Quasi tutte le materie prime, dal greggio all’oro, all’argento e al granturco, sono state trainate al rialzo da un’ondata di acquisti scatenata dall’arrivo di soldi economici che ha spinto a cercare ritorni allettanti, con le banche centrali in tutto il mondo che mantengono i tassi di interesse ai minimi storici per innescare la ripresa dal COVID-19.

Nel caso del rame, il rally era atteso da tempo.

Spesso considerato un indicatore dell’economia globale, il metallo schizza quasi senza tregua da un anno ormai, perlopiù grazie al supporto del principale acquirente, la Cina, che è uscita dai lockdown per il COVID-19 molto prima del resto del mondo.

Ma, nel corso dell’ultimo decennio lo stacco tra il metallo rosso e l’economia è stato così ampio che i non addetti ai lavori, sentendo parlare del Dottor Rame, avrebbero potuto replicare: Dottor Chi?

Nonostante la crisi finanziaria del 2008-2009, il prodotto interno lordo mondiale è cresciuto al tasso composito del 29% nel periodo 2000-2009, ad una media del 2,9% all’anno.

I prezzi del rame, in confronto, hanno cominciato il gennaio del 2000 ad 86 centesimi la libbra sul COMEX, chiudendo il dicembre 2009 a 3,33 dollari. Una crescita di ben il 287%. Chiaramente, il rame in quel periodo non stava semplicemente rispecchiando l’economia: la anticipava.

Dalle stalle alle stelle ora?

La storia del 2000-2009 del rame si è poi disfatta nei dieci anni successivi.

Mentre la crescita del PIL mondiale è rimasta quasi esattamente la stessa nel decennio successivo, con un +30% complessivo tra il 2010 ed il 2019, ad una media del 3% all’anno, il rame ha imboccato una strada diversa.

Il prezzo del metallo sul COMEX è passato dai 3,33 dollari la libbra del gennaio 2010 ad una chiusura di 2,83 dollari nel dicembre 2019. Un crollo del 15%.

L’analisi dell’azione di prezzo nel decennio dimostra che il prezzo del rame era stato spesso limitato dai timori di un rallentamento economico che non si è poi mai materializzato. L’acceso scontro commerciale tra il governo Trump e la Cina, il principale acquirente mondiale di rame, aveva inoltre contribuito a pesare sulla domanda e sul prezzo del metallo verso la fine di quel periodo.

Comunque sia, nel giro di soli due decenni, il rame come principale metallo industriale al mondo è passato dalle stelle alle stalle.

Cambierà rotta ora?

Nota: Barani Krishnan utilizza una varietà di opinioni oltre alla sua per apportare diversità alla sua analisi di ogni mercato. In quanto analista di Investing.com, presenta opinioni differenti e variabili di mercato.

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