L’oro riprenderà mai a brillare?

L’oro riprenderà mai a brillare?

Investing.com  | 13.02.2018 14:50

L’oro ha iniziato il nuovo anno con il piede giusto, chiudendo gennaio con un balzo di quasi il 3% dopo aver segnato il massimo di 17 mesi il 25 gennaio, vicino al livello di 1.370 dollari, grazie al dollaro debole che ne ha aumentato l’appeal.

Tuttavia, il metallo giallo da allora è rimasto sulla difensiva, cogliendo di sorpresa molti investitori che si aspettavano che il prezzo continuasse a salire, testando il livello di 1.400 dollari.

La cosa forse più preoccupante per i tori dell’oro, però, è che il tradizionale investimento rifugio non ha visto forti afflussi sulla scia dell’aumento della volatilità e della turbolenza registrata sui mercati azionari statunitensi e globali negli ultimi giorni, sebbene l’altro tradizionale asset rifugio, lo yen, abbia registrato un rimbalzo dell’1,4% nello stesso periodo.

Non solo il prezzo dell’oro non è riuscito a beneficiare delle instabili condizioni del mercato, ma la materia prima - che in genere sale con l’aumento del rischio del mercato - ha addirittura registrato un tonfo all’unisono con il mercato azionario. Cosa sta causando questo strano andamento?

Gold 240-Minute Chart

Il recente andamento ribassista dell’oro può essere attribuito ad una serie di fattori importanti: l’aumento del rendimento dei bond e la ripresa del dollaro.

Il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA è schizzato al massimo del 2,902% il 12 febbraio, il massimo dal gennaio 2014, riflettendo l’aumento delle aspettative degli investitori circa un’inflazione più alta e un’economia più forte.

Ma l’aumento dell’inflazione di solito rappresenta un vento a favore per l’oro, dal momento che il metallo prezioso è spesso considerato un rifugio contro i prezzi alti. Tuttavia, i dubbi su quanto velocemente salirà il rendimento e sul livello che l’inflazione potrebbe raggiungere potrebbero stare pesando sui trader dell’oro.

Le indicazioni di un’inflazione più forte hanno infatti spinto gli investitori a temere che la Federal Reserve possa alzare i tassi più velocemente e più spesso di quanto previsto in precedenza. In effetti, il mercato si sta preparando alla possibilità che la Fed possa alzare i tassi quattro volte nel 2018, rispetto alle tre previste, specialmente se il Congresso dovesse allentare i cordoni della borsa fiscale. Intanto, l’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si stabilizza sopra il livello di 90, dopo aver passato la maggior parte di gennaio vicino al livello di 88.

Questi fattori probabilmente toglieranno ancora più fascino all’oro nel corso dell’anno, con la Fed e le altre principali banche centrali mondiali che cominciano ad allontanarsi dalla politica monetaria allentata per la prima volta dalla crisi finanziaria del 2008, dirigendosi verso la normalizzazione e l’aumento dei tassi di interesse.

L’oro risente molto dell’aumento dei tassi di interesse.

In concomitanza a tale aumento, il costo degli investimenti senza rendimento come i lingotti scende, mentre viene supportato invece il dollaro.

Un dollaro forte di solito pesa sul metallo prezioso, poiché ne riduce l’appeal come investimento alternativo e rende le materie prime valutate in dollari più costose per i titolari di altre valute.

L’idea che la relazione inversa tra titoli azionari e oro si sta sfaldando sicuramente non è un buon segnale per il metallo prezioso a lungo termine.

Di solito, l’oro attrae gli investitori preoccupati da un mercato azionario volatile.

Gold:SPX 1983-2016

Fonte: CNBC

Da un punto di vista tecnico, l’oro sembra destinato a testare il supporto vicino al livello di 1.300 dollari che, se superato, vedrebbe scendere il prezzo verso i 1.250 dollari.

Una rottura al di sotto di questa linea vedrebbe il metallo giallo dirigersi verso il livello chiave di 1.200 dollari, dove ha un forte supporto.

Gold Weekly with Support and Resistance

Il grafico sopra mostra come il prezzo dell’oro sia rimasto intrappolato in un range tra 1.200 dollari al ribasso e 1.375 dollari al rialzo dal febbraio 2017.

Fino a quando uno di questi livelli non verrà superato, il metallo prezioso resterà confinato in questo range.

Sebbene alcuni analisti continuino a consigliare l’oro come componente essenziale di un portafoglio diversificato, considerato quanto detto è facile capire perché l’oro abbia perso il suo lustro per molti investitori.

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