Picchi gemelli per oro e palladio: quale durerà di più?

Picchi gemelli per oro e palladio: quale durerà di più?

Investing.com  | 19.02.2020 14:56

È successo nel modo più inaspettato possibile e la domanda ora è quanto durerà.

Oro e palladio, i due metalli con più valore al mondo, stanno entrambi segnando picchi sul 2020. Nel caso del palladio, si tratta di una ripresa dei massimi storici visti un mese fa. Gli analisti sono divisi su cosa fare di questi rally e su quanta forza abbiano ancora.

“Sebbene il complesso dei metalli industriali continui a salire, con i trader che si aspettano una ripresa a V dovuta al coronavirus, la richiesta di asset rifugio sembra ancora essere insaziabile”, scrive TD Securities in una nota.

“I metalli preziosi ed i buoni del tesoro continuano a vedere di conseguenza una forte domanda e, sebbene gli scambi dell’oro restino affollati, la dimensione media delle posizioni dei trader ancora non è eccessiva, il che in parte riduce il rischio di una corsa all’uscita. In effetti, sarebbe necessario un cambiamento della storia sul mercato in quanto le posizioni sull’oro dovrebbero scendere tramite un netto calo del numero di trader long”.

L’oro ha sfondato il tetto dei 1.600 dollari l’oncia ieri per la prima volta in sei settimane, tornando ad un livello psicologico rialzista chiave segnato l’ultima volta durante il picco delle tensioni USA-Iran sulla scia dell’omicidio, da parte del governo Trump, del generale di Teheran Qassem Soleimani.

Grafico settimanale future dell’oro

Sebbene tornare ai 1.600 dollari non sia mai sembrato un obiettivo troppo difficile ai fan dell'oro, la cosa strana è stata ciò che ha portato il mercato a quel livello. Il balzo di ieri dell’oro è stato scatenato - tra l’altro - da un avvertimento sui ricavi di Apple (NASDAQ:AAPL). La compagnia tech con più valore al mondo ha infatti avvertito che l'epidemia di COVID-19 gli impedirà di raggiungere le previsioni sui ricavi del secondo trimestre per via dei cali della produzione e delle vendite in Cina, hub manifatturiero nonché uno dei più grandi mercati per i suoi iPhone.

A dire il vero, i mercati azionari globali, insieme a Wall Street, hanno visto un ribasso sull’ultima impennata di casi di COVID-19, con il numero di contagiati pari a 72.436 fino a ieri mattina (in salita di quasi 1.888 unità dal giorno prima) ed il conto delle vittime pari a 1.868, su di 98 a 1.770.

E questo ha scatenato la corsa degli investitori agli asset rifugio, portando l’oro a 1.600 dollari.

Anche se sia i lingotti che i future del metallo giallo hanno segnato nuovi massimi del 2020 negli scambi asiatici di questo mercoledì mattina, è poco chiaro quanto potrà ancora salire l'oro.

Al momento della scrittura, i future dell’oro con consegna ad aprile sul COMEX a New York hanno segnato il massimo intraday di 1.608,55 dollari l’oncia. I lingotti, o oro spot, hanno raggiunto il picco di 1.605,40 dollari.

“La media mobile su 55 giorni a 87,15 è ora superiore alla media mobile su 200 giorni di 87,085 da lunedì, ed offre il primo livello di supporto tecnico al ribasso”, scrive il broker online Oanda in una nota tecnica sui future dell’oro.

Eagle FX, un altro broker, afferma che, mentre i segnali tecnici giornalieri sostengono l’azione sull’oro, “i segnali stocastici di overbought avvertono che i tori potrebbero incontrare delle difficoltà”.

Un ritorno ed una chiusura sotto 1.572 dollari formerebbe una “bull-cross” dei future dell’oro che indebolirebbe la struttura a breve termine ed i tori nelle retrovie.

Per quanto riguarda il palladio, il record di questa mattina dei future è di 2.755,90 dollari, mentre il prezzo spot è arrivato a 2.843,50 dollari.

Grafico settimanale future del palladio

La storia rialzista del palladio è la stessa di un mese fa: una crisi della fornitura energetica del principale produttore, il Sud Africa, tornata a rallentare la produzione del metallo per marmitte catalitiche.

Mentre questa poteva essere una scusa perfetta per la precedente corsa del palladio, c’è un problema ora: l’epidemia di COVID-19 ed il suo impatto sulle industrie cinesi, in particolare l’industria automobilistica (quella cinese è la più grande).

L’amministratore delegato di Anglo American (LON:AAL) Platinum, Chris Griffith, ieri ha dichiarato che ci sono segnali del fatto che la domanda di palladio inizia ad indebolirsi in risposta ai prezzi alti.

Griffith prevede che le case automobilistiche possano cominciare a usare più platino (quasi 1.500 dollari l’oncia più economico del palladio) come sostituto nelle marmitte catalitiche dei motori a benzina. Il platino, purificatore delle emissioni e catalizzatore per motori, viene di solito usato nelle auto diesel. Alcuni produttori di auto affermano che, sebbene la sostituzione sembri logica per motivi economici, riattrezzare gli impianti di costruzione per questo cambiamento potrebbe dissuadere molte persone.

Il palladio è “il mercato più disfunzionale che abbia mai visto nella mia vita”, ha riferito al Wall Street Journal Michael Widmer, analista dei metalli di Bank of America, parlando delle chiusure e dei tagli operati da quasi tutte le principali case automobilistiche con operazioni in Cina.

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