Sentiment altalenante, ma le politiche monetarie accomodanti fanno gola

Sentiment altalenante, ma le politiche monetarie accomodanti fanno gola

Ivan Gaddari  | 19.02.2020 11:10

I mercati continuano a mostrare oscillazioni pressoché quotidiane tra risk off e risk on. Per poter capire appieno tutte le implicazioni del COVID-19 occorrerà del tempo, anche se va detto che nelle ultime 48 ore le notizie provenienti dalla Cina sono state certamente più positive. Sebbene il numero totale di decessi abbia superato le 2000 unità, il numero di nuovi casi e decessi giornalieri sta costantemente diminuendo. Fonti ufficiali ci dicono inoltre che le aziende cinesi stanno tornando al lavoro dopo settimane di chiusura e quarantena.

A questo punto gli operatori si trovano ad affrontare un bel dilemma: si può fare realmente affidamento sui dati ufficiali? Per capire se effettivamente le aziende hanno riavviato le attività verranno sicuramente monitorati due elementi: il livello di inquinamento dell'aria e l'utilizzo dell'elettricità, considerati due indicatori affidabili già in passato e quindi basterà confrontarli con le fonti ufficiali.

Comunque sembra che le reazioni istintive alle cattive notizie (oltre a Apple oggi abbiamo avuto anche il monito di Adidas) non durino più di un giorno, dopodiché gli operatori si concentrano sulle inclinazioni accomodanti di alcune banche centrali (in primis di quella cinese) e la propensione al rischio riprende quota. A livello di singoli asset il dollaro USA rimane una destinazione privilegiata, ma anche l'oro sta mostrando parecchia forza. Ciò che è interessante notare è che il mercato del Petrolio sembra aver svoltato, con un trend evidente a comprare sulla debolezza.

Oggi avremo dati molto importanti, a partire dall'inflazione UK che alle ore 10:30 ha mostrato una forza inattesa. I prezzi al consumo sono cresciuti più del previsto su base annuale, sia lato core che sul dato nominale. Nel pomeriggio, l'attenzione si concentra sull'inflazione degli Stati Uniti, ma si parlerà di PPI, ovvero dei prezzi alla produzione. Il PPI nominale dovrebbe crescere del + 1,6% a gennaio (da + 1,3% a dicembre), mentre il PPI core dovrebbe salire a + 1,3% (da + 1,1% a dicembre). I permessi di costruzione USA dovrebbero aumentare leggermente a 1.450 milioni (da + 1.420 milioni di dicembre). Infine attenzione ai verbali del FOMC relativi al meeting di gennaio, verbali che verrà rilasciati come sempre alle ore 20 italiane e che potrebbero darci qualche indicazione in più su come la Fed valuterà l'impatto del Coronavirus e dell'inflazione.

Tra l'altro parleranno anche due membri del FOMC, ovvero Neel Kashkari (grande colomba) alle 15:45 mentre Robert Kaplan parlerà alle 19:30.

Ivan Gaddari

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