I dati sulla disoccupazione USA spegneranno il rally del dollaro?

I dati sulla disoccupazione USA spegneranno il rally del dollaro?

Kathy Lien  | 26.03.2020 10:15

Rassegna giornaliera sul mercato forex, 25 marzo 2020

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.

Affare fatto. La Casa Bianca ed il Senato hanno trovato un accordo su uno storico pacchetto di stimoli da 2 mila miliardi di dollari che dovrebbe essere approvato facilmente dalla Camera. Borse e valute sono salite nettamente in risposta, con gli investitori che hanno apprezzato la rapidità dell’approvazione. Il piano comprende un aumento dei sussidi di disoccupazione, pagamenti diretti ai contribuenti e finanziamenti alle imprese colpite pesantemente dal COVID-19. E questo sulla scia dell’aggressivo allentamento monetario delle banche centrali, del “Families First Coronavirus Response Act” e di misure di stimolo fiscale altrettanto forti all’estero. La domanda ora è: funzionerà? Sarà sufficiente ad impedire una recessione?

Qualcuno potrebbe dire che, affinché si abbia una ripresa duratura dei titoli azionari, dovrà succedere una di queste due cose: un appiattimento permanente della curva o la scoperta di un vaccino efficace. Nessuna di queste potrà essere raggiunta entro il 12 aprile, la data scelta dal Presidente Donald Trump per l’allentamento delle restrizioni sulle attività non essenziali. Se paesi come Corea del Sud, Cina e Singapore, in cui il numero di casi è di fatto diminuito, stanno registrando una seconda ondata, far ripartire le attività prima del picco del virus potrebbe avere risultati devastanti.

Detto questo, il mercato sta rispondendo bene al piano di stimolo. La sterlina è persino schizzata nonostante la notizia che il Principe del Galles è risultato positivo al test del coronavirus, grazie, in parte, alla ripresa dei prezzi al consumo core. Come riportato dagli indici PMI, le carenze hanno comportato un aumento dei prezzi nel settore manifatturiero e dei servizi. Il dollaro canadese ha segnato l’impennata più alta, con i prezzi del greggio balzati del 3%. Ci ha sorpreso la performance deludente del dollaro neozelandese, perché la bilancia commerciale ha superato le aspettative con un aumento di 594 milioni da -414 milioni.

Il cambio USD/JPY rimane ancora stabile, mentre il biglietto verde riduce i guadagni contro altre valute. Il report sulle richieste di disoccupazione di domani sarà un test importante per lo status del dollaro come valuta rifugio. Gli economisti si aspettano che le richieste aumentino a 1,5 milioni ma potrebbero andare molto peggio. In Canada secondo alcune notizie le richieste sarebbero vicine al milione, il 5% della forza lavoro. Ci sono circa 160 milioni di persone come forza lavoro negli USA ed il 5% di questa cifra è 8 milioni. È facile immaginare che almeno il 5% della forza lavoro USA sia inoccupata. Se le richieste di disoccupazione risulteranno in un range compreso tra 2 e 3 milioni, il che è del tutto probabile, potremmo assistere ad un selloff significativo del dollaro che potrebbe portare il cambio USD/JPY sotto 110. Finora, i dati statunitensi non sono stati tremendi. Abbiamo visto dei segni di debolezza ma i cali in aree come le vendite al dettaglio e le vendite di case nuove sono stati modesti. Saranno pubblicate anche le revisioni del PIL del quarto trimestre ma passeranno in secondo piano rispetto al report sull’occupazione.

Domani la Banca d’Inghilterra farà un annuncio di politica monetaria. La scorsa settimana, la BoE ha tagliato i tassi di interesse allo 0,1%, il minimo mai registrato, e ha dato il via al Quantitative Easing. I verbali del vertice saranno pubblicati insieme all’annuncio di domani. Avendo appena lanciato una misura di liquidità di emergenza per stabilizzare i mercati finanziari ieri, non è chiaro se la BoE intenda fare altro domani o voglia cogliere l’occasione per rassicurare gli investitori circa il supporto all’economia ed al mercato. Sarà il primo vertice guidato da Andrew Bailey, nuovo governatore della Banca d’Inghilterra che ha ereditato un paese che si ritrova ad affrontare una grossa crisi economica. Attese anche le vendite al dettaglio e, come in molti altri paesi, le spese di febbraio non sono state terribili.

La lotta alla pandemia in Europa aumenta e tuttavia l’euro sale contro il dollaro per il quarto giorno di fila. Il report tedesco IFO è stato rivisto al ribasso, molti stati UE stanno apparentemente vedendo una carenza di scorte e di attrezzature e dispositivi medici. La Spagna ha superato la Cina per numero di vittime. L’Italia aveva superato la Cina una settimana fa. La zona euro si avvia ad una forte recessione e gli euro bond non saranno d’aiuto. L’UE terrà un summit di emergenza domani per discutere ulteriori misure per combattere il virus. Per tutte queste ragioni, ci aspettiamo ancora un’inversione dell’euro.

Kathy Lien

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26.03.2020 13:36 GMT· Rispondi
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