Venti di guerra, sanzioni e gasdotti - Cosa sta succedendo sui mercati

Investing.com

Pubblicato 22.02.2022 13:07

Aggiornato 22.02.2022 14:14

Di Peter Nurse 

Investing.com - La decisione di Putin di riconoscere le repubbliche indipendentiste del Donbass e accorrere in loro aiuto ha provocato un'immediata reazione da parte dei Paesi occidentali, preoccupati di un pretesto per invadere l'Ucraina. Le vie diplomatiche proseguono, ma forti sanzioni contro Mosca sembrano ormai scontate viste le affermazioni dei rappresentati europei e statunitensi, con il consiglio europeo che si riunirà questo pomeriggio per decidere a riguardo. Intanto la Germania ha congelato l'approvazione del gasdotto Nord Stream 2. Ecco le notizie più importanti di questo martedì sui mercati finanziari: 

 

1. Sanzioni, sanzioni, sanzioni

Dopo la drammatica escalation delle tensioni tra Occidente e la Russia per il riconoscimento delle repubbliche indipendente da parte di Mosca e l'ingresso delle proprie truppe, si sono alzate le voci da parte dei principali Paesi Nato circa le nuove sanzioni che, da qui a poco, verranno imposte contro il Cremlino. 

"Oggi pomeriggio qui a Parigi si terrà un Consiglio europeo dei ministri degli Affari esteri in cui daremo l'ok politico alle sanzioni nei confronti della Russia", ha detto il ministro degli esteri Di Maio da Parigi, mentre per il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire verranno implementate "sanzioni adeguate e mirate contro gli interessi russi".

Da Downing Street Boris Johnson ha confermato che Londra "istituirà immediatamente un pacchetto di sanzioni economiche", mentre il presidente Biden ha già emesso ordini esecutivi che vietano il commercio con le due regioni separatiste. 

Non si sa fino a che punto voglia spingersi Putin, ma quello che è sembra ormai certo è che Mosca dovrà far fronte a misure economiche molto più rilevanti di quelle subite dopo l'invasione della Crimea nel 2014, sebbene gli Stati europei siano stati restii a qualche misura contro la Russia per via delle possibili ritorsioni sul mercato energetico. 

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2. Mercati russi 

Le ripercussioni di quanto sta accadendo in Ucraina si stanno facendo sentire sopratutto a Mosca, con la coppia USD/RUB ai massimi oltre RUB80 prima di recuperare alcune perdite dopo l'intervento della banca centrale russa, mentre gli indici azionari MOEX e RTSI hanno perso il 20% circa nelle ultime 5 sedute. 

Nemmeno il credito se la sta passando bene, con titolo russo a 10 anni oltre il 10,8% di rendimento e contratti CDS a 5 anni in rialzo del 13% a 268. Livelli che non si vedevano dal 2016 e che hanno costretto il ministero del Tesoro russo a bloccare l'asta di titoli di stato prevista per oggi. 

La banca centrale russa ha scritto in una nota di essere pronta "ad intraprendere tutte le misure necessarie a sostenere la stabilità finanziaria", visto che la svalutazione del rublo andrebbe ad incrementare un contesto d'inflazione già molto alto per il Paese. 

L'istituto ha annunciato un allentamento dei requisiti per le banche, consentendo di utilizzare il valore di mercato di azioni e obbligazioni in portafoglio al 18 febbraio nella pubblicazione dei risultati fino a ottobre. Tuttavia, Ma la banca centrale, che non ha uno specifico target per il tasso di cambio del rublo, non ha annunciato quali altre misure potrebbe mettere in campo per arginare gli effetti delle sanzioni Nato. 

3. Stop al Nord Stream 2

L'energia è un capitolo chiave del dossier ucraino vista la dipendenza europea da Mosca e lo stop alla certificazione del gasdotto Nord Stream 2, già sospeso temporaneamente a settembre, ha già fatto aumentare i prezzi dell'energia sui mercati finanziari. 

"Dobbiamo rivalutare la situazione, in particolare per quanto riguarda Nord Stream 2", ha detto Scholz in una conferenza stampa, aggiungendo che il ministero dell'Economia "rivedra il processo di certificazione date le azioni di Mosca". 

Immediata la reazione dei mercati, con i prezzi europei misurati dal Dutch TTF in rialzo dell'8% a 80,345 euro per megawattora, mentre in Usa i  future sul Gas naturale sono in rialzo del 5% a 4,55 dollari. In generale, dopo l'annuncio in Putin di questa mattina, tutte le principali materie prime legate alla produzione russa hanno registrato importanti aumenti dei prezzi. Il Brent ha superato i 95 al barile, l'Oro sta consolidando i $1.900 ad oncia, mentre il Palladio è poco sotto i $2.400. 

4. Borse in recupero 

Dopo un avvio di seduta decisamente negativo in scia alle Borse asiatiche, i mercati europei stanno scambiando a doppia velocità nel primo pomeriggio. Il Mib perde lo 0,2%, il Dax cede lo 0,1%, il Cac è in rialzo dello 0,1%, mentre a Londra il Ftse 100 guadagna lo 0,3%.

Recupero osservato a Wall Street, che riprenderà il trading dopo la chiusura del President's Day. Con le trimestrali dei grandi gruppo retail in focus, il Dow Jones è indicato a -60 punti, il nasdaq 100 a -80 punti, mentre i future S&P sono in ribasso di 8 punti. 

5. Porsche in Borsa?

Ampi acquisti su Volkswagen (DE:VOWG) dopo il colosso tedesco dell'auto ha comunicato di essere in una fase di colloqui avanzati con Porsche in merito a una potenziale Ipo del gruppo automobilistico di lusso. Le due parti hanno già negoziato un accordo quadro come primo passo verso la quotazione.

Nella nota diffusa, Volkswagen (BR:VOWG) ha ricordato che la conclusione dell'accordo "deve essere approvata dal cda e dal Consiglio di Vigilanza", aggiungendo che "al momento non è ancora stata presa una decisione definitiva". "La conclusione dell'accordo quadro e dei suoi contenuti è al momento aperta e dipende dall'approvazione dei board di entrambe le parti", si legge nel comunicato. 

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