SCHEDA - Covid, come l'Italia si prepara alla vaccinazione di massa

Reuters

Pubblicato 04.12.2020 18:15

Aggiornato 05.12.2020 04:36

MILANO (Reuters) - Con i primi tre potenziali vaccini anti Covid in dirittura d'arrivo verso l'avvio dell'iter di approvazione da parte dell'Ema, anche l'Italia si prepara a organizzare quella che viene definita come la più grande vaccinazione di massa della storia.

Quella che segue è la sintesi di quanto contenuto nel piano strategico presentato dal Ministero della Salute e delle comunicazioni ufficiali del commissario straordinario all'emergenza Covid, Domenico Arcuri.

Con due premesse: la prima è che le date di arrivo dei vaccini sono ovviamente previsioni, non essendo giunta per ora alcuna autorizzazione da parte dell'ente europeo del farmaco; la seconda è che alcune misure, come il certificato nominale di avvenuta vaccinazione, potrebbero incontrare resistenze per aspetti legati alla tutela della privacy e ai diritti civili.

NON OBBLIGATORIO

"Il vaccino sarà gratuito per tutti, obbligatorio per nessuno", ha dichiarato Arcuri. Il piano del Ministero parla solo di "raccomandazioni su gruppi target". Alcuni esponenti del governo avevano nei giorni scorsi adombrato la possibilità di renderlo obbligatorio solo per alcune categorie, ma questa opzione al momento non è prevista.

"PATENTINO"

Arcuri ha detto che la struttura commissariale, con Poste Italiane (MI:PST) ed Eni (MI:ENI), sta progettando un complesso sistema informativo che traccerà ogni singola dose di vaccino, registrerà e rendiconterà la somministrazione a ogni cittadino, e sarà riversato nel sistema informatico del Ministero della Salute.

Questo si sostanzierà in un certificato per tutti coloro che si vaccineranno, una sorta di "patentino". Il commissario ha però precisato che spetterà eventualmente solo alla politica ipotizzare "se e cosa sia possibile fare o no se si è vaccinati o meno".

CAMPAGNA INFORMATIVA

Per convincere gli italiani a vaccinarsi è in preparazione una campagna che Arcuri ha definito "rigorosamente informativa e scientificamente inattaccabile".

CHI POTRA' VACCINARSI PER PRIMO

Il piano individua alcune categorie prioritarie: gli operatori della sanità, il personale e gli ospiti delle Rsa, gli ultraottantenni, gli anziani dai 60 a 79 anni, la popolazione con almeno una comorbilità cronica.

Immediatamente dopo toccherà a insegnanti e personale scolastico, forze dell'ordine, personale delle carceri, personale dei mezzi pubblici.

QUANDO SI COMINCIA?

Arcuri ha dichiarato che il primo vaccino, quello di Pfizer (NYSE:PFE), se sarà approvato come si auspica entro fine anno, arriverà in Italia "nell'ultima decade di gennaio".

Il commissario ha aggiunto di contare che fra il secondo e il terzo trimestre 2021 possa essere vaccinata "tutta la popolazione italiana".

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Il Ministero nel piano strategico ha pubblicato una tabella in base alla quale entro la fine del primo trimestre 2022 saranno arrivati in Italia oltre 202 milioni di dosi di vaccini.

In particolare, nel primo trimestre 2021 sono previsti oltre 16 milioni di dosi da AstraZeneca, 8,7 milioni da Pfizer, 2 milioni da Curevac, 1,3 milioni da Moderna; nel secondo 24,2 milioni da AstraZeneca, 8 milioni da Pfizer, 14 da Johnson&Johnson, 5,3 da Curevac, 4,7 da Moderna; nel terzo trimestre 10 milioni da Pfizer, 32,3 da J&J, 20 milioni da Sanofi (PA:SASY), 6,7 milioni da Curevac, 4,7 milioni da Moderna; nel quarto 6,7 milioni da J&J, oltre 20 da Sanofi, 8 da Curevac; per finire con gli ultimi 8 milioni da Curevac nel primo trimestre 2022.

DOVE CI SI VACCINERA'?

Arcuri ha diviso i vaccini in due grandi categorie: la prima è quella dei vaccini che hanno bisogno di essere conservati a temperature di -70 gradi, come quello di Pfizer, che sarà il primo ad arrivare e della cui distribuzione si occuperà l'azienda stessa. Per questi sono stati individuati 300 punti di stoccaggio e somministrazione sparsi su tutto il territorio nazionale, che nella quasi totalità sono ospedali. Oltre a questi saranno allestite unità mobili per somministrare il vaccino nelle Rsa e a quegli anziani che non possono recarsi in ospedale. L'87% di questi presidi ospedalieri è già munito di celle frigorifere in grado di garantire la conservazione.

La seconda raggruppa quei vaccini che non hanno bisogno di temperature così basse e vanno dai -2 ai -8 gradi. Per questi è stato individuato un unico hub nazionale per lo stoccaggio. Da questo hub, che il commissario indicherà nelle prossime settimane, i vaccini andranno in 1.500 punti per la somministrazione, coinvolgendo in fasi successive medici di famiglia, pediatri e infine farmacie.

I "VACCINATORI"

Arcuri ha annunciato una campagna per chiamare personale sanitario (medici e infermieri) che dovrà occuparsi della somministrazione e che dovrà raggiungere il numero di 20.000 persone. Tutti faranno un corso di formazione all'Istituto Superiore di Sanità.

LE FORZE ARMATE